Lettera informativa del 16.03.2015

LETTERA INFORMATIVA N° 6

Invio questa relazione non solo ai Soci ma anche a coloro che in modi diversi hanno aiutato o dimostrato interesse per la nostra Onlus, a dimostrazione che abbiamo lavorato seriamente senza sprecare risorse.

Nella seconda quindicina di febbraio Domenico Pansini e Mario Mastelli, rispettivamente vicepresidente e segretario di Zom Kom, hanno soggiornato in Burkina per controllare lo stato dell’esistente e impostare progetti futuri. Hanno fatto un lavoro eccezionale ben integrandosi a vicenda, Domenico con il suo entusiasmo e la sua passione antropologica, Mario con la sua ricca esperienza manageriale.

Il  lavoro si è concretato in una loro ampia relazione che cerco di riassumere evitando i dati tecnici, indispensabili per i progetti ma – penso –  di minor interesse per chi legge.

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Progetto di coltivazione di cipolle (finanziato da Prosolidar  2014).

Campo. Le termiti si sono mangiati i pali di legno della recinzione. Il pozzo con pompa a mano funziona. C’è un solo appezzamento ben coltivato da una sola persona che ricava verdure e frutta per la sua famiglia e per venderla. Qua e là tracce di arachidi e una decina di alberi di tangelò (sorta di arance). Dato di fatto: gli uomini non sanno lavorare in Associazione come le donne, bravissime, di cui parleremo in seguito. Perché?

C’è un’affermazione che si sente spesso: in Africa gli uomini sono dei poltroni, le donne lavoratrici infaticabili. È un luogo comune parzialmente vero. La pulizia del campo, lo scasso del terreno e l’aratura (con la sola zappa) la semina e il raccolto sono compiti che gli uomini svolgono regolarmente. Inoltre spesso li si vede, nei momenti di transizione, intrecciare stuoie con cui rinnovare la copertura della capanna.

Accudire la famiglia, cercare tuberi e frutta, aiutare nel raccolto, preparare sughi e birra, avviare piccole attività remunerative: le donne sono sempre impegnate.

In base a quanto ho letto e visto in Africa ed in Burkina in particolare tento una spiegazione (chissà che cosa direbbe un antropologo). Risaliamo a un bel po’ di anni addietro. L’uomo doveva garantire la sicurezza della famiglia cui doveva pensare da solo a come realizzarla, difendendola in ogni modo. Doveva nutrirla con la caccia prima e poi, sedentarizzato, con le coltivazioni. Alle donne ( più di una nella famiglia) era affidata la gestione di tutti gli altri problemi della famiglia. Donne che hanno sempre avuto – diciamolo – il rispetto degli uomini, godendo di libertà impensabili altrove (penso all’Islam).

La conseguenza è che le donne hanno acquisito la capacità di lavorare assieme, agli uomini è rimasta l’abitudine a lavorare da soli. Ecco perché l’Associazione Donne a Toécé funziona benissimo (ne parlerò dopo), mentre il campo è un fallimento. Alla luce di quanto sopra Domenico e Mario hanno tratto conseguenze intelligenti. Dividere il campo in appezzamenti singoli da affidare ad un solo responsabile (beninteso nominato dai villaggi). Vedremo se questa strategia sarà vincente. Dice un proverbio mossi: Una terra di tutti è una terra di nessuno. Peccato non averlo conosciuto prima.

Gli uomini sembrano aver accettata con entusiasmo la soluzione

È  però nato un problema. Il pozzo (con pompa a mano) non eroga acqua sufficiente ad irrigare l’ettaro previsto, ma soltanto 1200 mq con otto appezzamenti. Metteremo una pompa sommersa con pannelli solari e faremo una ricerca per un secondo pozzo. Cominceremo quindi con i 1200 mq: da un lato è anche la migliore delle soluzione per vedere come verranno coltivati. Un agronomo locale, pagato, seguirà i lavori dal compostaggio alla raccolta.

Stato dell’esistente.

 

Primo pozzo. Il primo finanziamento degli Amici di Nanmassa 2005. Lavora perfettamente erogando acqua a volontà. Ricorre il decimo anniversario dalla perforazione. Fatta manutenzione quando necessario. Fantastico.

 

Garderie. L’asilo, finanziato dagli Amici di Nanmassa  2012, tra il dispiacere delle donne non funziona. Come sempre è un problema di soldi. Erano state previste due donne per 40 bambini. Rivelatesi inadatte è stata affiancata a loro una maestra, che non sempre è stata potuta pagare (Congo è intervenuto) finché si è dimessa.

Senza maestra le madri non si sono fidate, i bambini si sono ridotti a 12. Per quanto i genitori si fossero tassati per il doppio dell’iscrizione, non è bastato a coprire le spese. Fine. Avere un asilo è importante per lasciare le donne libere di dedicarsi ad altro. Vedremo che cosa fare.

Un dato su cui riflettere:  Maestro/a  50 €/mese. Merenda per 40 bambini  6 €/giorno.

Mulino. Finanziato dagli Amici di Nanmassa  2010. Lavora e produce reddito. Nessun registro, nessuna idea di quanto lavori e quanto renda. Niente manutenzione, sporco. Una cosa di tutti è una cosa di nessuno (vedi sopra). Nominato un responsabile per registri e manutenzione.

Dispensario. Finanziato da Vola. Funzione bene. Nel periodo della malaria e delle meningiti era strapieno. Dati all’infermiere medicinali vari.

Scuola. Finanziata da Prosolidar  2011.  Ragazzi e ragazze studiano con impegno, senza i grilli dei nostri. Purtroppo un cedimento del terreno ha aperto due crepe nell’edificio, su cui si deve intervenire. Mario e Domenico hanno suggerito una soluzione. Congo sentirà un esperto.

Terzo pozzo con pompa sommersa e pannelli solari. Finanziato da Vola  2012. Acqua potabile in quantità che doveva servire la scuola e i villaggi vicini. Avevamo anche fatto nuovi bagni con delle turche mai utilizzati dagli studenti. Usare acqua potabile per scaricare escrementi per loro era inconcepibile:meglio il vicino bosco. Lezione africana. Però lavarsi le mani era augurabile. Le maestre non l’hanno loro insegnato. Domenico e Mario hanno insistito.

Libri. 900 libri in francese donati da una Libreria di Napoli troveranno sistemazione in scaffali costruiti dai parenti degli studenti all’interno di un locale della scuola.

CREN. Finanziato da un’Associazione di Roma. Centro sia per la cura di bambini malnutriti provenienti dal circondario che per informazioni mediche. La Presidente ne ha  bloccato i finanziamenti (il motivo non è chiaro o lo è troppo). Le tre brave infermiere che lo seguivano hanno deciso di proseguire l’attività senza ricevere retribuzione. Qualche donazione arriva. Congo fa quel che può.

A peggiorare le cose si è rotto lo chateaux che forniva l’acqua non solo al CREN ma anche al Dispensario. Zom Kom con una spesa di 1620 € lo sostituirà con uno nuovo. Inoltre Domenico e Mario hanno acquistato a loro spese una quantità di latte bastante per i prossimi sei mesi. È chiaro che Zom Kom non può farsi carico del CREN: la spesa è troppo impegnativa. Il problema c’è.

Microcredito alle donne. Finanziato dagli Amici di Nanmassa nel lontano 2006 a fondo perduto non con un interesse del 12% come un famoso Yunus in Bangladesh.

35 Donne fantastiche!! Di 4 villaggi. Secondo lo statuto che avevamo concordato le donne ogni anno restituiscono e riprelevano quanto avuto. I conti e i registri contabili sono tenuti a regola d’arte. Le donne producono sughi, birra, compravendono cereali, frutta e ortaggi e cipolle, vendono cibi caldi ai mercati, etc. Bravissime è dir poco.  Da nove anni!  Altre donne vorrebbero entrare. Ben volentieri: saranno 15. Zom Kom ha versato all’Associazione 1900  € + 100 € per emergenze.

Polli. Forse stimolati dall’esempio delle donne, elogiate, alcuni uomini hanno chiesto un fondo perduto per allevare polli. Assolutamente no! Se vogliono possiamo dare un microcredito. Sta loro bene: faranno proposte, verificheremo i risultati e decideremo.

Come si vede parecchio è stato realizzato, molto resta ancora da fare.

A novembre andrò con Mario in Burkina per verificare che cosa è stato fatto e di conseguenza decidere come proseguire.

Grazie di cuore a tutti per la fiducia e l’aiuto.

Guido

Approfitto per ricordare che tra poco arriverà il momento di decidere a chi dare il 5×1000.

È  sufficiente firmare la dichiarazione nel riquadro dedicato alle Organizzazioni non lucrative e di utilità sociale riportando sotto la firma il Codice Fiscale di Zom Kom:

     97741690586               

Non dimenticateci!

Il Presidente                                                                   Torino  16 Marzo 2015

Guido Ghio

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