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La grande festa

Otto novembre 2012. Sette anni di lavoro, sette anni di ottimi risultati: vale la pena festeggiare. Regia di Congo. Non solo da Nanmassa, ma dagli altri sei villaggi coinvolti nelle realizzazioni arrivano a Kosmassom, dove sorge la nuova scuola tremila persone. Sono presenti il Sindaco di Toécé (il capoluogo), due ministri, altre Autorità. Discorsi di circostanza ma soprattutto danze: donne volteggianti, ragazze belle e garbate, donne scatenate, Cavalieri a ricordare la passata potenza dei Mossi e – dire pittoreschi è riduttivo – gli Chasseurs/Féticheurs avvolti nei loro costumi ricoperti da amuleti.

Non manca – ovvio – il taglio del nastro della nuova scuola.

Dulcis in fundo i regali ai donatori tra cui un caprone al responsabile degli Amici di Nanmassa, il maggior omaggio che si possa fare a una persona, che, tra l’ilarità generale (Ah! L’allegria degli Africani) non si schioda da terra.

8 marzo 2013, nasce Zom Kom

Tre pozzi, un microcredito, un campo da coltivare, un mulino, un asilo, una scuola, un impianto fotovoltaico: sette anni di collaborazione tra Italiani e Burkinabé. Sette anni di ottimi risultati.

Gli Amici di Nanmassa sono convinti che valga la pena proseguire sia perché nulla vada perduto sia per far fronte a nuove esigenze, sempre – ripetiamo – nel rispetto della cultura dei locali e nel loro coinvolgimento. Il primo nucleo degli Amici nel tempo si è ingrandito, la gestione dei problemi è stata familiare: è giunta l’ora di dare all’Associazione – privata – una veste ufficiale, con l’intento di accogliere volontari, suggerimenti e – ovvio – finanziamenti. La soluzione è una onlus con sede a Roma. Perché a Roma e non a Torino cui finora hanno fatto capo gli Amici di Nanmassa? Semplice. Il responsabile degli Amici ha 80 anni e non solo non vuole commettere l’errore di tanti accentratori, ma è bene che pensi a un successore. D’altra parte non è la prima volta che qualcosa si trasferisce da Torino a Roma, a cominciare dalla Capitale. A Roma Domenico Pansini, giovane ed entusiasta è la persona giusta per proseguire.

È l’8 marzo 2013. Davanti ad un notaio compaiono i fondatori della onlus. Sono: Guido Ghio (Presidente) e Marcella Pentini sua moglie (Torino). Domenico Pansini(Vicepresidente) e sua moglie Laura Volpe(Roma). Rina Bertocchi (Monza). Mario Mastelli e sua moglie Lina Casonato (Gaiarine/Treviso).

Piccolo primo problema. Che nome dare alla onlus?  Nella lingua dei Mossi, l’etnia cui appartengono i nostri amici burkinabé  Zom = Farina di miglio Kom = acqua. Bere acqua in cui è stata sciolta farina di miglio e aggiunto un po’ di zucchero da una calebassa passata di mano in mano ha il preciso significato di benvenuto e fraternità.

E allora Zom-Kom a tutti coloro che vorranno dare l’adesione per continuare un lavoro che finora ha dato tanti buoni risultati. Questa onlus è una piccola cosa ma non si dimentichi che sono i torrentelli che fanno grande il fiume, che un esempio positivo può spingere altri a impegnarsi e che, come ci ricordano Ryszard Kapuściński: La vera immortalità: quella delle opere e Sándor Márai

E’ questo il senso più alto della vita: lasciare qualcosa dietro di noi, qualcosa che sia utile per il mondo e per gli uomini.

E’ il cielo che vi manda

Comunicare è importante. Attraverso amici conosciamo il Presidente di una onlus piemontese che può investire solo in opere sanitarie: sarebbe disponibile. Mandiamo Congo al dispensario mai finora visitato. L’infermiere responsabile lo accoglie con E’ il Cielo che vi manda! Ha solo quattro letti, assolutamente insufficienti. Nasce un nuovo dispensario con dieci letti. È il 2012.

L’asilo

Nel progetto iniziale avevamo inclusa una tettoia, pensandola sia come riparo dalla pioggia, sia come luogo di riunione e socializzazione. Perché abbandonare il nostro grande albero di mango sotto cui si sta tanto bene? Si era sentito dire il nostro antropologo, discutendo con i locali. E se piove? Intanto la pioggia è una benedizione e poi basta aspettare. Tra che ascolta c’è Rosalie, che lancia un’idea. Con i soldi della tettoia perché non fare un asilo: le donne, libere dall’accudire i bambini, potrebbero dedicarsi ad altre attività, Nanmassa pagherebbe volentieri due di loro per dedicarsi ai bambini, oltretutto avviandoli allo studio del francese. L’asilo nasce – allegri disegni all’interno- dotato di cucina, servizi igienici, piccola medicheria. È il 2012.

 

Ancora una volta vediamo confermata l’importanza di lavorare sempre accanto ai locali, ascoltandone le esigenze e le proposte, senza incorrere in tanti errori di cui l’Africa purtroppo è piena.

Tutti a scuola

Un giorno passeggiando per il villaggio vediamo qualcosa pendere da un muro: è una pila che alimenta una lucina: commovente invenzione di un bambino per poter leggere di sera. Veniamo così a sapere che i bambini devono frequentare la scuola ad anni alterni per mancanza di aule.

Non vogliamo costruirgliela una scuola per tutti? L’investimento è cospicuo. Tutto il danaro finora versato è stato speso bene. Quanto realizzato è sotto gli occhi di tutti. I risultati sono eccellenti. Gli Amici di Nanmassa sono diventati credibili. A loro si aggiungono tre onlus. Prepariamo un progetto.

Alberto Salza, bravo antropologo, va in loco, lo discute a lungo con la gente e con le Autorità, apportiamo modifiche. Da una onlus di Roma arrivano i fondi necessari.

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Nasce così, accanto alla scuola esistente, una nuova scuola, nel villaggio di Kosmassom, baricentrico tra sette villaggi (Nanmassa è a un Km, nulla per gambe africane): 250 bambini hanno una scuola. Non basta. Vengono rifatti i servizi igienici, viene perforato un nuovo pozzo dotato di pompa sommersa e pannelli fotovoltaici: acqua per tutti, anche per chi passa (in Africa l’acqua è di tutti).

Il mulino

Potevano le donne non inventare ancora qualcosa? Liberarsi dal lavoro della battitura del miglio nei mortai avrebbe loro permesso di dedicarsi a lavori più redditizi: raccogliere bacche e radici, intrecciare stuoie, incrementare la produzione di sughi. Un mulino avrebbe risolto il problema. Una onlus di Caselle da una mano agli Amici. In un edificio nuovo un mulino e una decorticatrice cui si dedicano uomini e donne vengono avviati. Lavorano oltretutto per conto terzi. L’idea è stata vincente. È il 2010.

Et nous ?

Domanda degli uomini: invidia del successo delle donne e/o desiderio di partecipare al benessere comune? Riuniti in Associazione discutono e propongono un progetto agricolo. Tre ettari vicini al villaggio, un nuovo pozzo. Dopo qualche difficoltà per incomprensioni tra loro nascono orti singoli che iniziano a produrre: cavoli, carote, pomodori etc. Potevano le donne non partecipare?

Donne, donne

Visto il risultato come non voler proseguire. Alla donne riunite poniamo una domanda: Che cosa vorreste? Portavoce della donne è Rosalie – intelligenza vivacissima – che ci presenta  un elenco di nomi, ognuno con accanto la somma necessaria per avviare un piccolo commercio: sughi di vario genere, birra di miglio da loro stesse prodotta, raccolta di frutta e tuberi e così via. È il 2006. Accettiamo di attivare un microcredito senza interessi, cha darà eccellenti risultati, di cui uno eccezionale. Con 100  € Rosalie aveva comprato l’attrezzatura per cucinare e servire cibi caldi al mercato. Chi non avrebbe speso una piccola cifra del guadagno per avere cibo più soddisfacente? Nel 2012 Rosalie frequentava tre mercati, dava lavoro a sette donne ben contente di guadagnare l’equivalente di 1€ al giorno. Geniale!

L’oro blu

Il 20 ottobre 2004 una lettera dei Ghio agli amici sparsi per l’Italia propone di risolvere il problema. Gli amici rispondono generosamente, un pozzo, su indicazione degli Uffici Governativi viene perforato: da 45 metri sgorga acqua potabile a volontà.

Così nascono gli Amici di Nanmassa (dal nome del villaggio), come Associazione privata.

Il 4 febbraio 2005 arriva una mail da Congo: Sono di ritorno dal villaggio. Ho potuto bere l’acqua della pompa. Sapevo che l’acqua era importante per il villaggio ma non sapevo che per loro rappresentasse una nuova vita: gli occhi di tutti brillavano, i bambini erano più allegri, le donne erano più belle, gli uomini guardavano la vita con maggiore serenità. Mai mi sarei immaginato che una pompa potesse produrre tanta felicità. Sono sicuro che quando sarete qui non potranno neppure ringraziarvi tanto il gesto ha superato le loro speranze.

Nanmassa 25 febbraio 2005. Marcella scende dal fuoristrada, una donna anziana le salta al collo e la bacia con entusiasmo: Ma si rende conto che per la prima volta in vita mia ho l’acqua lì a 50 metri?